Privacy Policy Piero Angela l'influencer: colpire il dissenso - Il blog delle libere idee

Piero Angela l’influencer: colpire il dissenso

Piero Angela l'influencer

Piero Angela l’influencer è una cosa che non mi sarei mai aspettato di dover dire, eppure la sua dichiarazione del 5 ottobre mi ha lasciato perplesso.

Piero Angela l’influencer

Seguo Piero Angela da che ho memoria.

Posseggo ancora delle videocassette con su “Il Pianeta dei Dinosauri“, “La Macchina Meravigliosa“, ho letto alcuni dei suoi libri e le puntate di Superquark che ho visto non sono nemmeno in grado di contarle.

Sono cresciuto con lui e sto invecchiando con lui, ma la sua ultima uscita sul coronavirus mi ha seriamente stupito.

Piero Angela ha detto:”L’esercito in campo per far rispettare le norme di sicurezza sanitaria? Secondo me è utile […] un virus mortale […] quelli (le persone che non mettono la mascherina, n.d.r.) sono come… gli untori […] soprattutto se sono quelli asintomatici“.

Come al solito prendo le parti salienti e le commento, ma parto dalla seconda.

“Un virus mortale”

Secondo i dati dell’ISS, l’96,2% delle persone morte per covid aveva ALMENO una patologia pregressa; questo vuol dire che il 3,8% dei morti di covid non aveva niente.

Quindi sì, possiamo dire che il virus è mortale, ma la mortalità è decisamente molto bassa.

Ci sono altre patologie che, pur non essendo contagiose, sono molto più mortali di covid, ma sono, spesso, patologie legate ad uno stile di vita scorretto.

E quali sono i soggetti più colpiti da covid? Quelli con uno stile di vita scorretto.

Il CDC americano (quindi non il laboratorio indipendente sotto casa fatto in garage e finanziato dai no-vax… IL CDC, chiaro?) ha risposto (link in lingua francese) “” alla domanda: “l’obesità espone ad un più alto rischio di prendersi covid?“.

Quindi, l’obesità non è strettamente contagiosa, non si propaga tramite batteri o virus, ma più del 70% delle persone esaminate negli USA è obesa quindi è una specie di epidemia: è un’epidemia di ignoranza sullo stile di vita.

Conclusione: pontificare sulla mortalità di un virus senza essere precisi sui dati (da Piero Angela mi aspetterei un minimo di precisione sulle cose scientifiche, visto che le divulga da 50 anni) è rischioso perché la gente che non sa o non ha voglia di fare ricerche ci crede e si spaventa.

“Quelli sono come gli untori”

Chi non mette la mascherina è un untore.

Qui il discorso è più simbolico perché chiunque abbia studiato I Promessi Sposi a scuola avrà in testa l’idea dell’untore come di un criminale, un delinquente che di proposito va in giro a spargere malattia e morte.

C’è di più: implicitamente si dà via libera alla caccia all’untore arrogandosi, magari, il diritto pure di prenderlo a botte perché sta mettendo a rischio la vita degli altri.

Conclusione: non critico il fatto che una persona senza mascherina possa effettivamente far circolare il virus, ma le parole contano e, in base a quanto detto sopra, mi sembra azzardato parlare di untori.

“Soprattutto se sono quelli asintomatici”

Gli untori sono ancora più pericolosi se sono asintomatici!

Ma come??! Presidente del CICAP e mi spacci una fake news come questa??

L’OMS stessa ha detto che gli asintomatici sono poco contagiosi. Quindi cosa andiamo a dire che se uno è asintomatico è un untore ancora peggiore di uno che i sintomi li ha davvero??

È vero che l’OMS continua a ritrattare (perché la verità è che non sanno nulla) però dato che non ci sono certezze assolute, si cerchi almeno di parlare di cose di cui si è certi.

“L’esercito in campo per far rispettare le norme di sicurezza sanitaria”

Ho paura a commentare questa frase.

Qui io potrei quasi essere d’accordo se fossimo davanti al virus dell’Ebola la cui mortalità supera il 70% in certe zone particolarmente sfavorite.

Ma stiamo parlando di un virus la cui mortalità è del 3% e riguarda soggetti il cui stile di vita non è sano.

Ho paura perché queste parole potrebbero racchiudere concetti più larghi, come il soffocamento del dissenso, la fine del diritto di protesta.

Non voglio andare troppo lontano, mi fermo qui.

Conclusioni

Le conclusioni sono che le dichiarazioni di Piero Angela l’influencer sono pesanti, sopratutto perché alcune di queste non sono supportate da fatti assodati.

Chiunque ha il diritto di dire la sua, ma un personaggio influente come Piero Angela deve stare attento perché ha una presa psicologica e culturale molto vasta.

E, mi spiace dirlo, stavolta ha toppato.

2 thoughts on “Piero Angela l’influencer: colpire il dissenso

  1. Esservion

    Purtroppo commenti del genere non vanno presi sotto gamba e non sono isolati. Con una certa superficialità il sig. Angela (ricordiamo membro del CICAP) giustifca la repressione del comportamento e del pensiero dissenziente con la forza e di fatto alimenta un clima di odio e di delazione di stile sovietico. Quando il main stream si fa così aggressivo o è insipiente o riceve delle imbeccate dall’alto. Questa dinamica si verifica sempre quando un governo deve prendere delle iniziative che possono essere quanto meno viste come controverse per giustificare il suo operato. Si entra perciò in un circolo vizioso di autoreferenzialità che di democratico non ha nulla, e di totalitario molto. L’unica cosa ammessa è il conformismo.

  2. Paolo Farinella

    Premesso che non sono anti vaccino, anche per esperienza personale e culturale, sono un fanatico difensore della DEMOCRAZIA che non può essere “aggettivata” mai (buona, cattiva, utile, necessaria). La Democrazia o è o non è ed esige, anzi impone il rispetto e lo spazio per ogni manifestazione di pensiero, anche il più sghembo (dipende dal punto di vista). La Covid-Sars-2 ha messo in evidenza il limite dei nostri sistemi, più regimi di democratura che rispetto dei diritti. Stampa e Tv si sono assuefatti ai governi in modo acritico, come in Italia, dove il governo dei Migliori sta dimostrando la sua vera natura di affiliato a interessi di parte, in nome dei quali deve eliminare il dissenso o permettergli quel tanto che sia sufficiente a garantire l’esercizio del monopolio legislativo in barba alla Costituzione, all’Uguaglianza e alla Legalità. La TV pubblica è complice e serva anche volontaria, perché paga e ai “fuori coro” leva il giocattolo di mano. Tutto con il canone dei cittadini, cioè, di quel popolo, ,come si dice in Francia “cornuto e mazziato”. Paolo Farinella, prete

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