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VEGANUARY: cucinare a casa

Veganuary

Ci sono varie ragioni a favore del veganuary, tra le quali un’aumentata consapevolezza di cosa si sta mangiando.

Da questa consapevolezza, segue un’abitudine che tutti dovrebbero poter seguire, nel limite delle proprie possibilità: cucinare il proprio cibo a casa.

Veganuary: cucinare a casa e fare la spesa

La dieta vegana si può vedere in due modi:

  1. Esclusivo: esclude tutti i cibi di origine animale
  2. Inclusivo: include tutti i possibili cibi di origine vegetale.

Senza ridurla al caso 1 o al caso 2, supponiamo di poter fondere i due aspetti.

Per essere sicuri di quello che si sta mangiando, la cosa più banale è andare al supermercato, cercare gli ingredienti e cucinarsi le cose a casa.

Quindi il primo vero passo verso la consapevolezza è fare la spesa.

Una volta entrati in un supermercato occorre cercare gli ingredienti delle cose che vogliamo preparare a casa, ma la cosa di per sé è molto semplice perché basta avere in testa la pietanza (ricercata su un sito/blog di ricette vegetali, per esempio qui) e si compra ciò che serve.

Se non si ha voglia o tempo di cucinare qualcosa, si può virare verso un prodotto già fatto, ma qui occorre stare attenti e leggere con attenzione le etichette per essere sicuri che non contenga qualche ingrediente di origine animale (è in questo frangente, ed in questo solamente, che si verifica il caso “esclusivo” della dieta vegana).

Piccolo hint: gli Oreo sono vegani.

Spesa fatta: ora si cucina!

Una volta fatta la spesa ci si può divertire a cucinare.

Ho sentito e letto molte persone che dicevano “ma io non so cucinare“, “non mi piace“, “non ho tempo“, “non ho voglia di sporcarmi le mani” (giuro, l’ultima l’ho sentita dal vivo!).

Smontiamo, una per una, queste “lamentele”

  • ma io non so cucinare“: nessuno nasce imparato. Quando nasciamo non sappiamo parlare, non sappiamo camminare, non sappiamo leggere ecc. Cosa facciamo? Facciamo pratica, ripetiamo e sbagliamo finché non funziona. Ecco, la cucina è la stessa identica cosa, si impara. Non è necessario diventare Cracco o Cannavacciuolo, si possono fare cose deliziose con poco sforzo
  • non mi piace“: facciamo un sacco di cose che non ci piacciono, ma mangiare ci permette di rimanere in vita. Quindi secondo me merita uno sforzo ulteriore, almeno i primi tempi.
  • non ho tempo“: non è una scusa valida. C’è sicuramente almeno un momento nell’arco della settimana in cui si riescono a ritagliare 30 minuti o un’ora o due ore (NELL’ARCO DELLA SETTIMANA!). In quell’arco di tempo potete applicare il Batch Cooking (guardate questo video) e preparare in stock una serie di alimenti che mangerete nei giorni successivi. Inoltre siamo in un periodo storico particolare in cui il tempo non manca, si lavora tanto da casa, si esce poco quindi è il momento ideale per imparare cose nuove.
  • non ho voglia di sporcarmi le mani“: questa è la peggiore di tutte. Ci sono almeno due soluzioni: cucinare coi guanti oppure, attenzione attenzione, lavarsi le mani con il sapone dopo la fine della preparazione!

Conclusioni

Insomma, la cucina vegana per chi non l’ha mai provata, richiede indubbiamente un minimo di attenzione in più i primi tempi ed è proprio grazie a questo motivo che il veganuary può aiutare ad avvicinarsi alla consapevolezza sul come e cosa si mangia.

Stare in salute con la cucina non è veramente difficile, iniziate con:

  1. fare la spesa
  2. cucinare

Ed il resto verrà da sé.

Leggi anche: VEGANUARY: le vitamine nel vegano

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