Privacy Policy Israele avrebbe distrutto Beirut con un'arma nuova | Il blog delle libere idee

Israele avrebbe distrutto Beirut con un’arma nuova

Israele Beirut

L’esplosione avvenuta a Beirut il 4 agosto scorso ha scioccato un po’ tutti per la violenza con cui è avvenuta. La corsa alla spiegazione è iniziata subito (come succede sempre), ma qualcuno sta avanzando l’ipotesi che Israele avrebbe distrutto Beirut con un’arma semi sconosciuta.

Israele avrebbe, quindi, distrutto Beirut?

Le parole che seguono sono solamente un’ipotesi e come tale è tanto valida quanto qualsiasi altra.

Secondo questa ipotesi Netanyahu avrebbe bombardato un deposito di armi di Hezbollah con un’arma già da tempo in test in Siria.

A quanto pare Netanyahu sarebbe stato al corrente dell’ubicazione delle armi già da qualche anno: il 27 settembre 2018, in un discorso alle Nazione Unite, ha affermato di sapere che Hezbollah nascondeva armi in almeno tre siti distinti, uno dei quali era nel distretto di Uzai.

L’esplosione di Beirut ha avuto luogo nel distretto di Uzai.

Per quanto riguarda l’arma che sarebbe stata usata non si avrebbero notizie ben precise.

Come detto prima, quest’arma è in test in Siria già da gennaio 2020.

Di seguito l’immagine di uno dei test:

Israele Beirut
Immagine di un test israeliano in Siria

Sembrerebbe essere un tipo di missile nella cui testata ci sarebbe una componente nucleare all’origine del caratteristico fungo.

Non sarebbe, ad ogni modo, un’arma atomica nel senso strategico del termine e sarebbe la prima volta che è usata su territorio urbano.

Di seguito le conseguenze dell’esplosione:

Porto Beirut
Il porto prima e dopo l’esplosione

Israele smentisce

Ovviamente Israele ha smentito tutto subito facendo passare l’attacco per un incidente (ma mi sembra anche giusto: se ti macchi di un crimine cerchi sempre di smentire).

Resta il fatto che il fungo “atomico” dell’esplosione di Beirut assomiglia in modo inquietante a quello dell’esplosione in Siria:

fungo Beirut
Il fungo dell’esplosione a Beirut

Inoltre sembra anche che così come aveva fatto la Siria che non aveva detto niente su quest’arma quando ne è stata colpita, anche il Libano abbia deciso, tramite accordo tra i partiti politici, di non dire nulla alla popolazione per non demoralizzarla ulteriormente.

La cosa ha senso perché, come dice anche il Post, il Libano non se la sta passando molto bene e un colpo del genere non gioverebbe al morale dei suoi abitanti.

Conclusioni

Insomma, in questo articolo c’è pieno di “sarebbe“, “avrebbe” ecc.

Il condizionale è d’obbligo, nessuno ha la verità in tasca ma è sempre più interessante vagliare tutte le ipotesi invece di andare sempre a senso unico.

Fonte: Réseau Voltaire.

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