Privacy Policy Il 5G è sicuro: sì o no? Un'analisi personale - Il blog delle libere idee

Il 5G è sicuro: sì o no? Un’analisi personale

5g sicuro

Il 5G è sicuro? Il 5G è dannoso? La verità è che non si capisce nulla, le ricerche che lo danno sicuro non sono per niente convincenti e quelle che lo danno per dannoso non sono ancora abbastanza. Quindi? Vi dico cosa ho trovato io.

Il 5G è sicuro o no?

Che le onde elettromagnetiche dei cellulari ed il WiFi siano potenzialmente pericolose si sa già.

Il 5G rischia solo di peggiorare le cose.

L’AIRC dice: “Non ci sono prove scientifiche sufficienti a sostenere un rapporto diretto di causa-effetto tra l’esposizione a campi elettromagnetici ed il cancro, ma la comunità scientifica concorda sul fatto che sono necessari ulteriori studi“.

Aggiungo io: il fatto che le prove scientifiche non siano sufficienti non vuol dire che non ce ne siano per nulla, quindi, comunque, la prudenza è d’obbligo (come concorda la comunità scientifica, per fortuna).

Il 5G opera nello spettro delle microonde, tra 3 GHz e 300 GHZ (fonte: Wikipedia).

L’Istituto superiore di sanità, con specifico riferimento al 5G, nota che: “Al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G“.

Aggiungo io: “al momento” non vuol dire nemmeno che non ce ne saranno in futuro.

Il problema è che le aziende che stanno sviluppando il 5G non stanno dando il tempo necessario agli istituti di fare test sul lungo termine per dimostrarne la non pericolosità, quindi è tutta aria fritta.

Al momento“, “prove non sufficienti“, stando alle dichiarazioni che ci sono in giro sembra che si voglia svicolare dall’importanza dei test.

Infatti, il comitato della Comunità Scientifica sulla Salute dice: “la mancanza di chiare evidenze utili allo sviluppo di linee guida per l’esposizione ai campi elettromagnetici 5G lascia aperta la possibilità di effetti biologici indesiderati“.

Cosa dicono gli Stati Uniti?

Sui rischi del 5G si è pronunciato anche il Senato degli Stati Uniti.

Nel dicembre del 2018 il senatore Richard Blumenthal ha accusato FCC (Federal Communications Commitions) e FDA (Food and Drug Administration), le due entità in carica di effettuare ricerche sulle emissioni radio, di non aver condotto studi soddisfacenti sulla pericolosità del 5G.

Sul sito della FDA, dice Blumenthal, c’è solo una dichiarazione che dice: “La FDA ha incalzato l’industria della telefonia affinché effettui delle prove, incluso il supporto ad una ricerca aggiuntiva sui possibili effetti biologici dei campi elettromagnetici, tipicamente quelli emessi dai cellulari“.

Il senatore ha chiesto espressamente quanti soldi l’industria della telefonia ha investito nella ricerca indipendente – con enfasi su “indipendente”. La ricerca continua? Alcune di queste ricerche sono terminate? Dove si possono trovare pubblicamente i risultati?

Nel novembre del 2018 erano state trovate “alcune evidenze” di relazione tra esposizione e cancro, ma solo con rete 2G e 3G.

Differenze con 2G, 3G e 4G

La frequenza è l’inverso della lunghezza d’onda.

Nel caso di xG, con x < 5, la lunghezza d’onda (distanza fra le creste dell’onda) è maggiore e la frequenza è minore, da cui il poter usare antenne distanziate.

Il problema della rete 5G è che le antenne devono essere più numerose e vicine tra loro perché la lunghezza d’onda è inferiore, ma di conseguenza è maggiore la frequenza (si veda immagine seguente).

5G sicuro

Le radiazioni a radiofrequenza 5G utilizzano un “cocktail” di tre tipi di radiazioni: si parte da onde radio ad energia relativamente bassa, si passa per radiazioni a microonde con ancor più energia ed infine si giunge ad onde millimetriche con molta più energia (come da immagine sopra).

Le frequenze estremamente alte connesse al 5G sono il pericolo maggiore. Mentre le frequenze 4G arrivano fino ai 6 GHz, il 5G espone la vita biologica a segnali di impulsi che si trovano in un intervallo che va dai 30 GHz ai 100 GHz.

I sostenitori del 5G dicono che le onde sono corte e quindi non arrivano direttamente a noi, ma il problema è che per rendere la rete omogenea ci devono essere più antenne e più ravvicinate di quanto non siano quelle del 4G ed è questo ravvicinamento il problema numero 1 della radiazione verso l’uomo.

Ci sono degli effetti sulla pelle?

Da una ricerca pubblicata su PubMed nel 2018 si evince che le ghiandole sudoripare, e quindi la pelle di riflesso, agiscono da antenne per l’assorbimento di frequenze a sub THz (cioè dai 90 GHz in su).

Il 5G (come si vede sempre dall’immagine sopra) funziona con frequenze dai 30 ai 100 GHz almeno (300, come indicato da Wikipedia). Quindi rientra, purtroppo, nel caso specifico.

In relazione all’assorbimento della pelle delle frequenze dai 90 GHz in su, c’è un’inquietante articolo del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sulle armi non letali.

Il DD americano usa il sistema Active Denial Technology (ADT) come “arma” non letale per disperdere le folle: sostanzialmente irradia le persone con onde a frequenza di 95 GHz per indurre bruciori e fastidi nella pelle con l’obiettivo di disperdere assembramenti.

Il raggio“, si legge nell’articolo, “produce un’intollerabile sensazione di calore che spinge l’individuo a muoversi. La sensazione svanisce quando il soggetto si sposta dal raggio o l’operatore lo spegne“.

La domanda sorge spontanea: c’è questo rischio (uguale o minore) in presenza di antenne 5G ravvicinate?

Anche considerando che il raggio di quest’arma sia direttamente sparato contro una persona, magari ad intensità maggiore, e che le antenne 5G non siano così direttamente puntate contro le persone, c’è comunque la legittima questione su come reagirà la pelle a queste esposizioni che, a differenza dell’Active Denial Technology, saranno comunque continue nei giorni, settimane, mesi e anni, giorno e notte.

Quindi:

  • raggio ADT -> potente, concentrato e breve
  • antenne 5G -> meno potenti (forse), ma più diffuse e in funzione 365/24/7

Cosa è peggio?

Non si può sapere…per ora.

Nel dubbio, non sapendo dare la risposta, è legittimo ipotizzare che l’esposizione prolungata nel tempo sia tanto pericolosa quanto l’esposizione all’ADT.

Le due ipotesi sono equamente probabili e per questo motivo, secondo me, non si può escludere la pericolosità di questa tecnologia.

Sicuramente non è meno pericolosa del 4G e su questo non ci piove. Ma lo è di più?

1 Comment

  1. Esservion

    Bella analisi molto chiara ed equilibrata. Purtroppo mi sembra che il desiderio di fatturare dei colossi della comunicazione, e quello di assecondarli da parte delle amministrazioni pubbliche metta in secondo piano eventuali rischi. Credo che un dibattito pubblico aperto e serio sia importante per una società consapevole.

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