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Black Lives Matter… ma non a tutti!

Black Lives Matter

La notizia dell’omicidio di Treyford Pellerin, avvenuto il 22 agosto negli Stati Uniti, rinvigorisce ancora una volta la forza del movimento Black Lives Matter.

Personalmente non voglio entrare nel merito della questione specifica dell’omicidio, ma vorrei fare una sorta di throwback ad alcune azioni che questo Black Lives Matter ha “causato”.

Black Lives Matter, le vite nere che interessano a pochi

Martedì 9 giugno 2020 la HBO aveva sospeso, temporaneamente, il film Via col Vento dal suo catalogo per contenuti razzisti.

Il 24 giugno 2020 appare su Huffington Post un articolo che riporta una petizione per rimuovere l’immagine di San Michele che ha la meglio su Satana: ricorda troppo l’uccisione di George Floyd.

Il 29 giugno 2020 sulla Gazzetta | Motori appare l’articolo sulla nuova livrea nera di Mercedes contro il razzismo.

Il livello di ipocrisia qui è “over 9000” (espressione presa da un meme che gira sui social e a sua volta tratta da un episodio di Dragon Ball) e mi sento di ricollegare, in parte, questa faccenda a quanto ho già scritto in un precedente articolo.

Sostanzialmente queste decisioni mi fanno pensare che alla HBO o in Formula 1 si pensi che l’uomo si sia completamente rincoglionito.

Per certi versi è anche vero (basta farsi un giro sulle reti sociali e tra i commentatori seriali dei quotidiani mainstream per capire quanto il livello intellettuale di certe persone sia basso), ma qui siamo su un altro livello.

Nel caso della HBO io trovo semplicemente RIDICOLO che si debba sospendere un film del 1939 perché non si ritengano gli utenti in grado di capire che quello che si vede in quel film è contestualizzato a QUEL periodo storico.

Sono stereotipi di QUEL periodo storico e sociale e che, nella maggior parte dei casi, non sono più attuali, nel 2020!

Questo paternalismo l’abbiamo già commentato qui e qui.

Mi aspetterei, allora, che d’ora in avanti si venga trattati come i bambini di 3 anni: “guarda che questo film è finto, eh? Le pistole non sparano davvero. Quello che succede qui è successo tanto tanto tempo fa“.

Mettiamo dei disclaimer all’inizio dei film, tanto la gente è scema.

L’ipocrisia della F1 poi è bellissima: livrea nera contro il razzismo quando poi fanno le gare in piste che sono costruite a ridosso di villaggi dove la gente muore di fame; su quelle piste c’è gente che guadagna milioni.

Conclusioni

Se si è costretti a prendere un certo tipo di provvedimenti, evidentemente qualcuno ha sbagliato qualcosa a monte nell’educazione dell’uomo.

Se si pensa che una persona di media cultura non sia in grado di separare un film/quadro dalla realtà attuale, bisogna farsi delle domande serie.

In sostanza ritengo l’efficacia di questi movimenti “spontanei” nulla per gli scopi che si prefigge, ma strumentale per gli scopi per cui sono stati creati (vedasi anche Le Sardine).

Quando non ci sarà più bisogno di questi movimenti, spariranno come neve al sole e tutto continuerà come prima.

Buona ipocrisia a tutti!

4 thoughts on “Black Lives Matter… ma non a tutti!

  1. Esservion

    Secondo la mia esperienza personale negli Stati Uniti non c’è un grosso problema di razzismo, quanto meno non peggiore ad esempio che in Francia. Il problema è legato da un lato alla povertà delle popolazioni afro-americane e dall’altro alla violenza insita nella società americana. L’unione delle due cose genera la repressione poliziesca nei confronti di certi gruppi sociali che vivono nel degrado. La protesta di BLM mi sembra che non vada al nocciolo della questione e mi sembra eterodiretta. Questo chiaramente non significa che la maggior parte delle persone aderisca in cattiva fede, semplicemente si lascia coinvolgere da degli agenti provocatori. Come ho già scritto in un commento precedente il paternalismo più che nascere da una bassa considerazione delle persone cerca di alimentare un processo di “ineducazione”, per cui se tratto una persona come imbecille nel medio e lungo periodo essa si comporterà come tale. Credo che decisioni come quelle di F1 ed HBO abbiano perciò motivazioni sia politiche che commerciali, assecondano un clima di opinione alimentato ad arte.

    1. Mat

      No infatti non penso che sia un problema di “maggior” razzismo rispetto ad altri paesi (Italia compresa), quanto di COME questo razzismo sia esplicitato, vedasi le modalità della Polizia americana (che sappiamo essere mutuate dall’esercito israeliano).
      Sono anche d’accordo sul fatto che la gente non aderisca in malafede, ma che segua la massa e che sia, quindi, facilmente manipolabile in seguito.

  2. Esservion

    Esatto gli Stati Uniti sono una società violenta in senso lato. La violenza poliziesca è una delle tante sue sfaccettature. Lo si evince anche dalla violenza del linguaggio utilizzato. In generale penso sia legato al fatto che si tratta di una società con dei legami molto deboli, istituzioni assenti se non in senso repressivo e una visione del mondo tendenzialmente conforme a un darwinismo competitivo antisolidale.

  3. Esservion

    Il razzismo negli Stati Uniti non è tanto del bianco contro il nero, ma del ricco contro il povero. Se sulla carta c’è più meritocrazia e meno nepotismo che in Italia, in realtà i premi al merito vanno solo a poche persone che riescono a scalare la gerarchia (tali casi sono enfatizzati mediaticamente perché esaltano il fantomatico sogno americano). Per il resto la mobilità sociale è pressoché assente. Questo è dovuto a una qualità bassissima dell’istruzione pubblica ed a costi altissimi in particolare per l’istruzione universitaria. Questo di fatto crea una barriera fra classi e un circolo vizioso per cui se nasci povero in un contesto violento difficilmente potrai uscirne.

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